User experience design

La user experience è necessaria per il cro

Aumentare la conversione (CRO) con l’User Experience

La CRO (ottimizzazione del tasso di conversione) e UX (User Experience) vengono spesso associate insieme, come due sinonimi intercambiabili riferiti all’ottimizzazione dei siti web. In realtà, sono concetti differenti ma pur sempre legati tra loro. E oggi più che mai, comprenderne il legame è di fondamentale importanza per incrementare il rendimento di un sito web.

Può la User Experience aiutare la CRO?

Innanzitutto è bene tracciare una definizione, seppur sommaria, di UX e CRO:

  • User Experience: si prendono in considerazione tutti gli aspetti di un’interazione utente-sito web, naturalmente privilegiando il punto di vista degli utenti. Studiando, anticipando e prevedendo i bisogni e le aspettative di questi ultimi, si realizza una piattaforma a prova di navigabilità.
  • Conversion Rate Optimization: con l’acronimo CRO s’intendono le strategie messe in atto per trasformare la navigazione di un utente in un’azione finale, come ad esempio la sottoscrizione ad una mailing list o l’acquisto di un bene o servizio. Obiettivo della CRO è dunque limare, fino a rimuovere, ogni possibile blocco o intralcio in grado di frenare gli utenti dal cliccare sulla call to action.

Dalle definizioni emerge meglio la relazione che lega i due termini: la CRO è il fine, la strategia di ottimizzazione, realizzabile solo grazie a strumenti distintivi della UX come la prototipazione, il design utente-centrico e l’analisi del comportamento. In definitiva, la risposta è si, la UX aiuta a migliorare il tasso di conversione di un sito web.

In che modo la UX supporta la CRO?

Non ha più molto senso realizzare piattaforme web senza un approccio di User Experience Design. I dati di web analytics indicano il punto debole, ovvero “cosa” non va in un sito internet, ma solo un esperto di UX, attraverso un’approfondita analisi comportamentale, può indicare il “perché” proponendo soluzioni in linea con le aspettative e i bisogni degli utenti. Una delle tecniche maggiormente utilizzate dagli specialisti è l’invio di form e questionari agli utenti; lo scopo è quello di individuare cosa li ha spinti ad abbandonare la pagina o a non proseguire fino alla conversione.

Gli ostacoli alla conversione finale sollevano un altro tema: tutte le procedure, le task, i passaggi e i form che un utente deve attraversare per raggiungere l’obiettivo finale. In altre parole, cosa ostacola una navigazione fluida. Gli esperti di UX hanno le capacità adatte per eliminare le barriere, mantenendo al tempo stesso intatte le esigenze dello specifico business.

Molte aziende, ancora influenzate da una concezione ormai superata, mettono al primo posto la versione desktop del proprio sito internet. Qualunque cambiamento è progettato e parte da lì, sono poi le versioni mobile che devono adattarsi. Gli specialisti della User Experience agirebbero invece in senso opposto: sono infatti diversi i business che traggono vantaggio dalla piena ottimizzazione della versione mobile, ed è nel suo pieno sviluppo che andrebbero concentrati gli sforzi maggiori.

Infine, la UX può essere considerata come una sorta di filosofia, capace di infondere nuova linfa a tutto il team. Chi ha a cuore la User Experience e ne ha fatto un mestiere, è dotato di una spiccata propensione all’innovazione tecnologica, unita alla volontà di perfezionare continuamente le interazioni fra utente e piattaforma. Una volta trovata una soluzione non ci si ferma, ma si va avanti; scelte diverse potrebbero garantire risultati superiori.

5 modi per migliorare l’efficacia del tuo sito web

Come migliorare efficacia e rendimento di un sito web

Non sempre un sito web ottiene i risultati sperati. Ecco alcune mosse per coinvolgere l’utente e incrementare l’efficacia di un sito.

Professionisti, aziende e importanti corporazioni hanno capito che essere visibili e raggiungibili sul Web è la priorità. Ne conseguono investimenti ingenti (in termini di risorse e capitali) per la realizzazione di siti web all’avanguardia. Tuttavia, non sempre tali piattaforme sono conformi ad un’ottica di User Experience Design e i risultati ne risentono. Poche visite e top della SERP lontana vogliono dire basse conversioni e pochi profitti, che automaticamente si traducono in delusione per le aspettative non raggiunte.

Ma non tutto è perduto: bastano pochi accorgimenti per migliorare l’efficacia di un sito. Il punto di partenza è sempre la prospettiva di un potenziale utente alle prese con la piattaforma in questione; è importante calarsi con imparzialità nei suoi panni per capire cosa lo ha spinto ad abbandonare la pagina e a non cliccare sulla call-to-action.

Sono 5 le mosse da mettere in atto per migliorare il rendimento di un sito Web:

  1. Appeal Grafico
  2. Schema dei Colori
  3. Leggibilità
  4. Analisi della Concorrenza
  5. Velocità di Caricamento

Appeal Grafico

Secondo le ultime ricerche, un utente impiega meno di un ventesimo di secondo per capire se un sito è di suo gradimento oppure no. E in un lasso di tempo così ridotto è l’impostazione grafica ad avere un ruolo decisivo nell’influenzare gli utenti. Solo in seguito la vista cade su altri aspetti come i contenuti, che tuttavia meritano un’attenzione di alto livello (“content is the king, but design is the queen”).

Per questo è bene capire se il sito dispone di un logo, un banner, una hero image o altri elementi grafici (naturalmente disposti in un preciso ordine) in grado di colpire immediatamente l’attenzione dell’utente. Senza il giusto coinvolgimento non ci sarà mai il colpo di fulmine fra sito e visitatori.

Schema dei Colori

Se i colori giocano un ruolo attivo nel marketing, allo stesso modo sono in grado di migliorare l’efficacia di un sito web. I colori e sfumature hanno effetti psicologici sulle persone, soprattutto per quanto riguarda le decisionid’acquisto: il rosso trasmette un senso di urgenza, adatto ai consumatori compulsivi; il nero per il lusso; il verde per i prodotti di salute e benessere; il blu è in grado d’infondere fiducia e sicurezza in un brand; l’arancione crea delle call-to-action irresistibili.

Per saperne di più consulta l’infografica.

Leggibilità

I contenuti devono soddisfare la curiosità e le domande dell’utente nel modo più chiaro e immediato possibile. Se c’è indecisione nello scegliere due sinonimi, è bene preferire quello più semplice ed evitare giri di parole e sofismi.

La qualità di un contenuto non è tutto, anche la disposizione dei testi fa la differenza. La visualizzazione di una pagina web da parte di un utente segue uno schema preciso a forma di F. La visione inizia dall’alto da sinistra verso destra, ma allo scendere della vista l’attenzione si concentra sempre di più nella parte sinistra dello schermo. Di conseguenza, i contenuti più importanti, o comunque che portano al compimento di un’azione, vanno posti nella zona superiore-sinistra del sito.

Analisi della Concorrenza

Ogni business ha dei competitors che vendono lo stesso bene o servizio attraverso una piattaforma Web. Sembrerebbe una limitazione, invece, tale dato di fatto può trasformarsi in un’occasione per migliorare l’efficacia del proprio sito web. Se il sito concorrente è più performante, analizzarlo può dare spunti su come posizionare meglio le immagini, affinare l’interfaccia e l’appeal grafico o creare contenuti più accattivanti.

Infine, studiare la concorrenza significa rendersi esattamente conto di quello che offre il mercato, e sopratutto, di ciò che ancora non è presente. Da qui si parte per offrire un prodotto o un servizio migliore che i concorrenti ancora non vendono; da qui si parte per attrarre nuovi consumatori e accrescere il business.

Velocità di Caricamento

Il sito è perfetto, fornisce un’esperienza di navigazione appagante, la grafica è coinvolgente e adatta al core del business. Peccato che nessuno lo navigherà mai perché il tempo di caricamento della home è troppo lungo; semplicemente, un utente frustrato dalla troppa attesa abbandonerà la pagina trovando altrove ciò che stava cercando. Quindi attenzione alla velocità di caricamento.

Tornare in alto

Cos’è la User Experience Design

Nonostante sia un’espressione sempre più ricorrente, non è così semplice dare la giusta definizione di User Experience Design (UXD). L’espressione viene confusa con termini come interfaccia, marketing, web design e customer satisfaction, e anche secondo le parole di Don Norman, ex-capo della sezione di Tecnologie Avanzate della Apple e coniatore dell’espressione User Experience Design, qualcosa sembra essere sfuggito di mano: “Da quando ho inventato il termine, si è diffuso così tanto che ha cominciato a perdere di significato. Spesso le persone si riferiscono alla UXD senza avere idea di cosa significhi o della storia che c’è dietro.”

In realtà, i dubbi possono essere facilmente dissipati con una prima definizione: la UXD è definita come l’esperienza attesa di un utente alle prese con un sistema interattivo formato da una pluralità di elementi. E più precisamente, per esaltare il livello di ricerche e studi che danno forza alla disciplina, come l’insieme di tecniche e metodi per produrre determinate reazioni negli utenti, cercando di far coincidere la loro soddisfazione con gli obiettivi aziendali. Naturalmente, la User Experience Design non può prescindere da una mentalità votata alla progettazione utente-centrica e dall’essere influenzata dal contesto di riferimento.

User Experience Design e contesto

Per meglio comprendere l’UXD non si possono tralasciare i fattori contestuali che la caratterizzano. Ovvero quegli aspetti che non sono immutabili e validi per tutti i progetti, ma che cambiano a seconda del contesto di riferimento. Il risultato di ogni progetto dovrebbe essere unico come il suo contesto, ed è questa la sfida che più interessa i professionisti della User Experience. Basti pensare agli obiettivi del sito web, implicitamente soggetti alla strategia aziendale. Contestuali sono anche le tecnologie e le risorse di cui si dispone che, anche nel caso siano limitate, possono portare i progettisti a massimizzarle nel segno della chiarezza e della semplicità.

Sempre legato al contesto, gioca un ruolo avvincente e determinante il fattore culturale. L’aspetto culturale della User Experience Design è direttamente legato alle credenze e alle aspettative condivise all’interno di un target culturale, e che inevitabilmente influenzano l’esperienza di un sistema interattivo. Proprio per via del retroterra culturale che contraddistingue ogni singolo utente, i professionisti della User Experience Design non disdegnano il contributo dell’Etnografia per studiare il comportamento delle persone mentre utilizzano un interfaccia in ambiente non protetto, ovvero nelle modalità di tutti giorni.
Da notare la preparazione trasversale che contraddistingue gli esperti di UXD: non bastano competenze nel campo del visual design o collegate allo sviluppo di software, ma per intercettare con precisione scientifica i bisogni e le aspettative dell’utenza ricorrono a studi di psicologia, etnologia, marketing.

UXD, progettazione utente-centrica e feedback

Altro aspetto dominante all’interno del discorso sulla UXD è il concetto di co-evoluzione del progetto con i suoi utenti. Senza una progettazione che tenga conto dei feedback, dei giudizi e delle interpretazioni delle persone, e che continuamente li integri e li assorba nel processo, non ha senso parlare di User Experience Design.
Tuttavia, essendo la co-evoluzione uno degli elementi cardine del concetto, è anche uno dei fattori di più difficile applicazione. Non basta ascoltare il parere degli utenti, ma serve una mentalità acuta che sappia accoglierli e trasformare i progetti sulla base dei feedback.

I maggiori ostacoli si incontrano in alcuni modelli di business legati ad una concezione industriale e gerarchica, e dove la progettazione è ancora di tipo top-bottom. Eppure, qualcosa sta cambiando e molte aziende sono ormai coordinate da un management aperto e incline a considerare gli utenti non solo come utilizzatori finali, ma come protagonisti nella progettazione e sviluppo di beni, servizi e piattaforme web.

Scambio, apertura e simbiosi sono le parole d’ordine di un nuovo mondo del lavoro iper-connesso e ramificato, dove si emerge per meriti di qualità dimostrabili dati alla mano. I progetti caratterizzati da una rapporto simbiotico con l’utenza vanno proprio nella direzione del merito e, garantendo una User Experience di altissimo livello, vedono ripagati i loro sforzi in termini di conversione (CRO), profitto e vantaggio sulla concorrenza.

Si auspica dunque una vera presa di coscienza riguardo la progettazione secondo User Experience, non solo in termini concettuali e spesso abusati, ma nella concreta applicazione di pratiche e metodi volti a dare un ruolo di primo piano agli utenti in tutte le fasi di progettazione. Il futuro è nella User Experience Design, alle menti aperte e illuminate la possibilità di coglierne le infinite potenzialità.

responsive design e web design

Il web responsive design non è una nuova disciplina anche se molte agenzie hanno da poco iniziato a sviluppare in questa ottica. Inizialmente fra le buone regole di progettazione era molto in voga il mobile first come se questo fosse l’elemento di base per la costruzione di buone interfacce. Con l’ avanzamento delle tecniche e la richiesta da parte del marketing di una maggiore user experience per incrementare conversioni e fidelizzazione il mobile first ha perso di forza tanto che oggi non ne parliamo quasi più. La progettazione per smarthphone desktop e tablet deve essere più omogenea, non e più possibile creare interfacce scarne per ottimizzare il mobile. Inoltre con l accrescimento della banda e della potenza dei device mobili è possibile creare nuove esperienze digitali tenendo conto contemporaneamente di tutte le visualizzazioni senza compromettere la creatività.

Web marketing e responsive design.

Dal momento che flash non e più utilizzabile le animazioni per intrattenere l utente si sono spostate sull html 5 inizialmente con qualche fatica oggi con risultati notevoli a livello di richiamo alla call to action e quindi roi. I device mobili hanno cambiato totalmente il modo di comunicare e attrarre l’utente al punto che lo stesso google ha dedicato un tool per misurare apparentemente la velocita di un sito ma anche per iniziare a capire come misurare la user experience su device mobili. questo la dice lunga sulle prospettive confermate anche dalle previsioni statistiche sull importanza di riorganizzare le strategie di marketing a questo modo di interagire e navigare.

L’ image hero su mobile e meno performante mentre sono molto più visibili gli oggetti che una volta ridimensionati perché parzialmente fluidi riescono a coprire l’intera superfice dello schermo. Un tempo una pagina perchè fosse fruibile doveva stare all’interno dell’ area visibile dello schermo, oggi le abitudini sono cambiate al punto che in certi casi i one page site sono piu performanti delle datate landing page: lo scroll è una abitudine.

Conclusione

Il web design si è evoluto tanto che al centro del progettista c’è esclusivamente la user experience design. Nuove geometrie, aree di contenuti da rimodellare a seconda della risoluzione hanno cambiato la faccia ai brand online rendendoli architetture da plasmare per farsi riconoscere, apprezzare creare esperienze uniche e coinvolgenti con il fine ultimo di incrementare le conversioni o la notorietà.