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Come intercettare lo Zero Moment of Truth (ZMOT)

Le aziende capaci di rispondere allo Zero Moment of Truth dei consumatori acquistano un vantaggio considerevole nei confronti della concorrenza.

Era il lontano 2005 quando la teoria del First Moment of Truth suscitò un certo scalpore nel mondo del business. La teoria delineava i passaggi fondamentali che portano un consumatore all’acquisto, con particolare attenzione al lasso di tempo (appena pochi secondi) che servono al consumatore per scegliere il prodotto tra gli scaffali di un negozio. Il First Moment of Truth è solo il passaggio intermedio di una dinamica più ampia caratterizzata da tre fasi:

  1. Stimolo. Il consumatore viene a conoscenza di un prodotto attraverso una campagna pubblicitaria
  2. First Moment of Truth. E’ questo il momento in cui, all’interno di un punto vendita, il consumatore sceglie quale determinato prodotto si porterà a casa.
  3. Second Moment of Truth. Una volta acquistato il prodotto, il consumatore ne fa esperienza d’utilizzo.

Il First Moment of Truth è stato ipotizzato nel 2005. Ma oggi le carte in tavola sono completamente cambiate. Il Web ha rivoluzionato gli acquisti, e la diffusione degli smartphone ha aperto nuove frontiere nella ricerca e nella fruizione di beni e servizi da parte dei consumatori. Questi ultimi non sono più soggetti passivi della pubblicità, bensì hanno gli strumenti e la volontà d’informarsi autonomamente grazie al Web, per poi procedere all’acquisto dei prodotti che più si adattano ai gusti e alle esigenze personali.

Da queste considerazioni sulle trasformazioni della realtà nasce, nel 2011, la teorizzazione dello Zero Moment of Truth ad opera di Jim Lecinski di Google. La Zero Moment of Truth è la fase in cui un consumatore s’informa sul Web prima di acquistare un bene o un servizio.

Zero Moment of Truth

La ZMOT s’inserisce nella dinamica di acquisto precedentemente illustrata anticipando la fase del First Moment of Truth. In altre parole, il consumatore ha già scelto il prodotto ben prima di arrivare al negozio; ciò è possibile grazie ad una ricerca preliminare sul Web tesa a scandagliare cosa offre il mercato, assieme alle opinioni, recensioni e comparazioni fra i vari prodotti ad opera di altri utenti.

Una considerazione sorge spontanea: da quali brand o aziende i consumatori acquisteranno i prodotti/servizi che stanno cercando? La risposta è semplice: in primo luogo dalle aziende e dai marchi che sono stati in grado di rispondere alle domande che i consumatori hanno posto nei motori di ricerca; in secondo luogo da quelle che hanno offerto ai consumatori un’appagante esperienza d’acquisto.

Zero Moment of Truth come filosofia aziendale

Le aziende hanno la necessita di emergere nel Momento Zero della Verità, ovvero devono essere presenti sui Social, nei motori di ricerca, nei forum e in tutti gli altri canali dove gli utenti scelgono i prodotti che acquisteranno. E i marchi che si faranno trovare pronti nella Zero Moment of Truth saranno gli unici a conquistare un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza.

Consigli per le aziende che vogliono emergere nel Momento Zero della Verità:

  • Avvalersi di un esperto di ZMOT che orienti la strategia aziendale
  • Studiare i motori di ricerca per capire cosa vogliono i consumatori
  • Essere presenti nei momenti che contano. In particolare è necessario essere raggiungibili da mobile, senza dubbio il tipo di dispositivo più utilizzato dagli utenti per effettuare una ricerca.
  • Essere rilevanti e attraenti. Ovvero offrire un’esperienza interessante fin da subito, grazie al supporto di video o Ads interattivi.

Una volta che il momento zero della verità è stato soddisfatto, un’azienda ha l’esigenza di misurare l’efficacia e il rendimento della sua strategia. Attraverso Google Analytics è possibile valutare le KPI (key performance indicator) e prendere coscienza, in termini di conversione (funnel) e obiettivi raggiunti (goal), dei benefici che la nuova ottica di ZMOT ha portato al posizionamento di un’azienda (Brand Awareness).

La user experience è necessaria per il cro

Aumentare la conversione (CRO) con l’User Experience

La CRO (ottimizzazione del tasso di conversione) e UX (User Experience) vengono spesso associate insieme, come due sinonimi intercambiabili riferiti all’ottimizzazione dei siti web. In realtà, sono concetti differenti ma pur sempre legati tra loro. E oggi più che mai, comprenderne il legame è di fondamentale importanza per incrementare il rendimento di un sito web.

Può la User Experience aiutare la CRO?

Innanzitutto è bene tracciare una definizione, seppur sommaria, di UX e CRO:

  • User Experience: si prendono in considerazione tutti gli aspetti di un’interazione utente-sito web, naturalmente privilegiando il punto di vista degli utenti. Studiando, anticipando e prevedendo i bisogni e le aspettative di questi ultimi, si realizza una piattaforma a prova di navigabilità.
  • Conversion Rate Optimization: con l’acronimo CRO s’intendono le strategie messe in atto per trasformare la navigazione di un utente in un’azione finale, come ad esempio la sottoscrizione ad una mailing list o l’acquisto di un bene o servizio. Obiettivo della CRO è dunque limare, fino a rimuovere, ogni possibile blocco o intralcio in grado di frenare gli utenti dal cliccare sulla call to action.

Dalle definizioni emerge meglio la relazione che lega i due termini: la CRO è il fine, la strategia di ottimizzazione, realizzabile solo grazie a strumenti distintivi della UX come la prototipazione, il design utente-centrico e l’analisi del comportamento. In definitiva, la risposta è si, la UX aiuta a migliorare il tasso di conversione di un sito web.

In che modo la UX supporta la CRO?

Non ha più molto senso realizzare piattaforme web senza un approccio di User Experience Design. I dati di web analytics indicano il punto debole, ovvero “cosa” non va in un sito internet, ma solo un esperto di UX, attraverso un’approfondita analisi comportamentale, può indicare il “perché” proponendo soluzioni in linea con le aspettative e i bisogni degli utenti. Una delle tecniche maggiormente utilizzate dagli specialisti è l’invio di form e questionari agli utenti; lo scopo è quello di individuare cosa li ha spinti ad abbandonare la pagina o a non proseguire fino alla conversione.

Gli ostacoli alla conversione finale sollevano un altro tema: tutte le procedure, le task, i passaggi e i form che un utente deve attraversare per raggiungere l’obiettivo finale. In altre parole, cosa ostacola una navigazione fluida. Gli esperti di UX hanno le capacità adatte per eliminare le barriere, mantenendo al tempo stesso intatte le esigenze dello specifico business.

Molte aziende, ancora influenzate da una concezione ormai superata, mettono al primo posto la versione desktop del proprio sito internet. Qualunque cambiamento è progettato e parte da lì, sono poi le versioni mobile che devono adattarsi. Gli specialisti della User Experience agirebbero invece in senso opposto: sono infatti diversi i business che traggono vantaggio dalla piena ottimizzazione della versione mobile, ed è nel suo pieno sviluppo che andrebbero concentrati gli sforzi maggiori.

Infine, la UX può essere considerata come una sorta di filosofia, capace di infondere nuova linfa a tutto il team. Chi ha a cuore la User Experience e ne ha fatto un mestiere, è dotato di una spiccata propensione all’innovazione tecnologica, unita alla volontà di perfezionare continuamente le interazioni fra utente e piattaforma. Una volta trovata una soluzione non ci si ferma, ma si va avanti; scelte diverse potrebbero garantire risultati superiori.

Come misurare l’effettivo rendimento del Content Marketing

Non sempre si utilizzano gli strumenti giusti per verificare l’efficacia del Content Marketing. Quali prendere in considerazione per valutare il reale rendimento?

I trend parlano di un continua crescita nell’utilizzo del Content Marketing da parte delle aziende per pubblicizzare prodotti e servizi. Tuttavia, non sempre è facile definire se una campagna è stata proficua in termini di ROI, specialmente in relazione agli obiettivi preposti. Una volta chiariti gli scopi infatti, che possono variare dal lead generation alle vendite, passando per la Brand Retention fino alla registrazione nelle mailing list, è possibile individuare le criticità per una corretta valutazione.

Le Key Perfomance Indicator

Molti marketer utilizzano le tool di Google Analitycs, in combinazione agli strumenti dedicati sui vari Social Network, per valutare l’efficacia delle loro campagne. Nel dettaglio, le tool in questione forniscono diverse KPI (Key Perfomance Indicator). Le più utilizzate, ma anche le più generiche, sono:

  • Visite alla pagina
  • Mi piace ottenuti
  • Condivisioni
  • Sottoscrizioni
  • Download

Tali KPI, in parte legate al Social Sharing, possono essere indicative del rendimento a breve termine di una campagna di marketing, ma non offrono nessuna indicazione su valori molto più importanti come la fidelizzazione del cliente (retention), la Brand Reputation e, soprattutto, il tasso di conversione, ovvero l’unica metrica-chiave che interessa veramente a chi fa business. Non è un caso che le metriche di Social Sharing siano anche dette vanity metrics, perché poco illuminanti ai fini di una verifica approfondita e affidabile.

KPI approfondite per non sbagliare Content Marketing

Di tutt’altra caratura sono le KPI che prendono in considerazione parametri più dettagliati come:

  • Tempo passato sui contenuti. Quantificare il tempo che gli utenti passano su una pagina o un contenuto è un buon indicatore del coinvolgimento e della qualità degli stessi.
  • Coinvolgimento (engagement) nel tempo e nei contenuti. Quanto a lungo fa parlare di sé una campagna di Content Marketing? E quali contenuti in particolare hanno riscontrato maggior successo? Rispondere con precisione a queste domande permette di puntare sui contenuti più incisivi, orientando meglio le scelte di marketing nel lungo periodo.
  • Coinvolgimento degli influencer. Ottenere l’appoggio dei migliori influencer è un trampolino di lancio considerevole. Ma cresce di rendimento se gli influencer sono realmente coinvolti nella diffusione dei contenuti. In altre parole, non basta che condividano i servizi di un brand, bisogna assicurarsi che spingano realmente i loro follower verso quel prodotto o servizio. E’ proprio su questa differenza, ad esempio, che si riconosce una strategia di Link Building di qualità rispetto ad una di scarso livello.
  • Coinvolgimento per canali. Capire che una strategia di Content Marketing è stata più efficace su Facebook piuttosto che su Twitter, potrebbe portare ad un maggiore concentramento di investimenti su Facebook nel futuro; o in alternativa, ad un ripensamento (in chiave migliorativa) del marketing su Twitter.
  • Tasso di conversione per contenuto. Anche in questo caso lo scopo dell’analisi non cambia: valutare quali contenuti portano i risultati migliori e quali i peggiori. Non sempre i contenuti creati facilitano la conversione (l’acquisto, la sottoscrizione ecc.) o coinvolgono a sufficienza gli utenti. Il parametro della conversione offre così lo spunto per elaborare contenuti futuri su misura dei consumatori.

Sono le KPI più approfondite e dettagliate a fornire le indicazioni adatte a ispirare strategie di Content Marketing efficaci. In definitiva, il successo “social” del momento non dice nulla in termini di vendite raggiunte, né per ciò che riguarda la soddisfazione complessiva dell’utente, risultando un aiuto incompleto ai piani di crescita aziendali.

5 modi per migliorare l’efficacia del tuo sito web

Come migliorare efficacia e rendimento di un sito web

Non sempre un sito web ottiene i risultati sperati. Ecco alcune mosse per coinvolgere l’utente e incrementare l’efficacia di un sito.

Professionisti, aziende e importanti corporazioni hanno capito che essere visibili e raggiungibili sul Web è la priorità. Ne conseguono investimenti ingenti (in termini di risorse e capitali) per la realizzazione di siti web all’avanguardia. Tuttavia, non sempre tali piattaforme sono conformi ad un’ottica di User Experience Design e i risultati ne risentono. Poche visite e top della SERP lontana vogliono dire basse conversioni e pochi profitti, che automaticamente si traducono in delusione per le aspettative non raggiunte.

Ma non tutto è perduto: bastano pochi accorgimenti per migliorare l’efficacia di un sito. Il punto di partenza è sempre la prospettiva di un potenziale utente alle prese con la piattaforma in questione; è importante calarsi con imparzialità nei suoi panni per capire cosa lo ha spinto ad abbandonare la pagina e a non cliccare sulla call-to-action.

Sono 5 le mosse da mettere in atto per migliorare il rendimento di un sito Web:

  1. Appeal Grafico
  2. Schema dei Colori
  3. Leggibilità
  4. Analisi della Concorrenza
  5. Velocità di Caricamento

Appeal Grafico

Secondo le ultime ricerche, un utente impiega meno di un ventesimo di secondo per capire se un sito è di suo gradimento oppure no. E in un lasso di tempo così ridotto è l’impostazione grafica ad avere un ruolo decisivo nell’influenzare gli utenti. Solo in seguito la vista cade su altri aspetti come i contenuti, che tuttavia meritano un’attenzione di alto livello (“content is the king, but design is the queen”).

Per questo è bene capire se il sito dispone di un logo, un banner, una hero image o altri elementi grafici (naturalmente disposti in un preciso ordine) in grado di colpire immediatamente l’attenzione dell’utente. Senza il giusto coinvolgimento non ci sarà mai il colpo di fulmine fra sito e visitatori.

Schema dei Colori

Se i colori giocano un ruolo attivo nel marketing, allo stesso modo sono in grado di migliorare l’efficacia di un sito web. I colori e sfumature hanno effetti psicologici sulle persone, soprattutto per quanto riguarda le decisionid’acquisto: il rosso trasmette un senso di urgenza, adatto ai consumatori compulsivi; il nero per il lusso; il verde per i prodotti di salute e benessere; il blu è in grado d’infondere fiducia e sicurezza in un brand; l’arancione crea delle call-to-action irresistibili.

Per saperne di più consulta l’infografica.

Leggibilità

I contenuti devono soddisfare la curiosità e le domande dell’utente nel modo più chiaro e immediato possibile. Se c’è indecisione nello scegliere due sinonimi, è bene preferire quello più semplice ed evitare giri di parole e sofismi.

La qualità di un contenuto non è tutto, anche la disposizione dei testi fa la differenza. La visualizzazione di una pagina web da parte di un utente segue uno schema preciso a forma di F. La visione inizia dall’alto da sinistra verso destra, ma allo scendere della vista l’attenzione si concentra sempre di più nella parte sinistra dello schermo. Di conseguenza, i contenuti più importanti, o comunque che portano al compimento di un’azione, vanno posti nella zona superiore-sinistra del sito.

Analisi della Concorrenza

Ogni business ha dei competitors che vendono lo stesso bene o servizio attraverso una piattaforma Web. Sembrerebbe una limitazione, invece, tale dato di fatto può trasformarsi in un’occasione per migliorare l’efficacia del proprio sito web. Se il sito concorrente è più performante, analizzarlo può dare spunti su come posizionare meglio le immagini, affinare l’interfaccia e l’appeal grafico o creare contenuti più accattivanti.

Infine, studiare la concorrenza significa rendersi esattamente conto di quello che offre il mercato, e sopratutto, di ciò che ancora non è presente. Da qui si parte per offrire un prodotto o un servizio migliore che i concorrenti ancora non vendono; da qui si parte per attrarre nuovi consumatori e accrescere il business.

Velocità di Caricamento

Il sito è perfetto, fornisce un’esperienza di navigazione appagante, la grafica è coinvolgente e adatta al core del business. Peccato che nessuno lo navigherà mai perché il tempo di caricamento della home è troppo lungo; semplicemente, un utente frustrato dalla troppa attesa abbandonerà la pagina trovando altrove ciò che stava cercando. Quindi attenzione alla velocità di caricamento.

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Indicizzazione e posizionamento sui motori di ricerca, suggerimenti SEO

L’indicizzazione sui motori di ricerca o posizionamento, è una disciplina non troppo giovane, ma ha subito pesanti cambiamenti nel corso degli anni soprattutto dovuti agli aggiornamenti algoritmici.

Nella seo odierna per ottenere traffico qualificato e entrare nelle prime pagine delle serp in target occorre tenere presente alcuni fattori fondamentali:

Le keywords

Le keywords sono il punto di partenza di qualsiasi campagna seo. Senza aver chiari quali sono gli obbiettivi non è possibile procede. Occorre effettuare delle analisi preliminari, conoscere il mercato e domandarsi quali siano le ricerche più attinenti e relative al proprio pubblico. Una volta individuate keywords e long tail keywords, è necessario capire quale sia l’effort che occorre per raggiungere le prime pagine.
Si procede dunque con l’analisi dei competitors per individuare i punti di forza dei siti e se fanno uso o meno del content marketing.

Seo On site

Una volta analizzati i siti di livello, occorre creare una navigazione utile e usabile per l’utente, tenendo conto sempre anche dei motori di ricerca. Distribuire i link interni in maniera appropriata e in alcuni casi costruire anche dei cross link interni al contenuto tra le pagine. Per ogni parola chiave bisogna trovare altre 4 / 5 keywords attinenti all’argomento, e creare contenuti che siano efficaci per l’utente e per google. La semantica costruttiva html deve essere ottimale, e tenere conto dei titoli e meta description.
Il titolo è fondamentale, deve racchiudere tutte le keywords per cui vogliamo indicizzare la pagina, deve essere attrattivo in modo da aumentare il numero di click. La meta description deve essere un vero e proprio messaggio alla call to action, e contemporaneamente deve tenere conto della seo.

Https e CDN

Oggi la velocità e sempre più importante anche perché l’indicizzazione da mobile, prenderà sicuramente rilevanza nei confronti di quella desktop. E’ necessario dunque che un sito sia sicuro (oltretutto il protocollo https migliora il ranking), e che sia veloce. Si stima che un buon sito dovrebbe rispondere entro i 2 secondi, altrimenti si corre il rischio dell’abbandono.

Seo Off Site

La link building serve per migliorare la link reputation. Ogni link verso il vostro sito può essere un indicatore di qualità o spam. Dipende da quali strategie si adottano. Un buon consulente seo, sa come procedere sia a livello di costruzione dei link sia nell’attirarli in maniera naturale. Una buona pratica è quella proporre articoli su riviste online che parlino dei vostri servizi o prodotti con link al sito, o tramite digital pr e guest post. Da non escludere alcune buone web directory per la localizzazione. I parametri in questo caso non molti e sono diversi da settore a settore. In alcuni si possono usare anche banner promozionali con l’alt, in altri è consigliato l’uso di post con contenuti promozionali di qualità. Per avere un giusto mix occorre una strategia seo che sono un consulente seo può fornirvi.

Il content marketing

Il content marketing non serve solo per la seo, ma anche per i social e le newsletter. Nell’ambiente seo il content marketing è usato per incrementare il numero di serp in cui il sito si presenta. Occorre creare un piano editoriale ed essere costanti nella pubblicazione di contenuti in target con il vostro pubblico. Occorre analizzare bene ogni singolo titolo, e studiare il contenuto come se fosse una pagina da indicizzare. Il post deve essere attrattivo interessante al fine di affiliare il pubblico e aumentare gli utenti da ritorno. Se fatto bene con articoli di qualità il content marketing può generare molto traffico, e conversioni nel medio e lungo periodo.

La consulenza seo

Un consulente seo dovrebbe fare delle analisi dalle quali tirare fuori una strategia di seo onsite e offsite. Il monitoraggio è fondamentale per capire come sta andando la campagna così da poter intervenire in corso d’opera al fine di migliorare le perfomance. La creazione degli articoli e la diffusione dipende dal budget e dagli accordi, ma nei casi in cui si tratti di argomenti veramente tecnici è consigliato farli produrre direttamente al committente.

I Benefici della seo

Circa l’85% degli utenti inizia la propria navigazione con una ricerca, è quindi indispensabile essere posizionati nelle prime pagine così da ottenere molti utenti in target. Il costo di una prima posizione in prima pagina può variare da 2 a 5 euro a click. Questo la dice lunga su quanto può valere la seo.
Da notare, la seo non sostituisce le adwords, ma le integra andando a colpire molti utenti che preferiscono la ricerca naturale a quella a pagamento. Non solo, il traffico da posizionamento organico solitamente ha una permanenza sul sito più alta e minor frequenza di rimbalzo, inoltre si possono abbattere notevolmente i costi in pubblicità.

Web Marketing turistico per Hotel

Gli hotel grandi o piccoli, hanno bisogno di incrementare anno dopo anno il numero di clienti, mantenere quelli già in essere, migliorando la propria presenza online.

Un hotel dovrebbe innanzi tutto avere già delle schede cliente con i nominativi e gli indirizzi mail. Potrebbero rivelarsi più utili di quello che pensi.

Il primo passo per una campagna di web marketing per hotel

Un buon modo per iniziare una campagna di web marketing per hotel è avere un sito curato in ogni dettaglio, che sia in target con il proprio pubblico e che descriva al meglio:
Il luogo
La posizione
Chi siamo e storia
I posti vicini da visitare
Le camere
I servizi
le news

Landing page per le offerte stagionali o per promuovere particolari eventi vicini.

Il content marketing per hotel

Oggi le persone vogliono vivere ancora prima di arrivare in un luogo emozioni, informazioni, storie. E’ per questo che una campagna di web marketing per hotel che si vuole distinguere dalla massa deve avere un piano di content marketing. Si possono raccontare storie su persone, famiglie, gruppi che sono state ospitate mettendo in rilievo dei piccoli aneddoti. Si può parlare delle ricette stagionali, dei posti da visitare, delle feste ricorrenti ecc. L’importante è scrivere contenuti interessanti per il proprio pubblico, il quale si deve immedesimare nei vari post.
Lo scopo è quello di attrarre un gran numero di utenti che visitano il vostro sito, emozionarli, interessarli, convertirli.

Social media marketing per hotel

Si possono usare i contenuti prodotti per la campagna di content marketing per ridondarli sui social, in modo da tenere il canale sempre vivo, far rivivere delle emozioni ai clienti, fare leva sull’immaginazioni di chi sta cercando un posto in cui passare le vacanze.

Facebook

possono essere postati i contenuti del sito con il rimando al blog o alle news. Solo la intro deve essere riscritta appositamente per il canale con delle belle immagini a corredo.  Ogni 8 post di carattere generico, 2 di carattere promozionale, questa è la soluzione più idonea per il marketing per hotel. Se i vostri articoli saranno interessanti, sui social diventeranno virali. Quantomeno tra le persone che vi seguono.

Si può inoltre fare della pubblicità a pagamento, le famose Facebook ads, in modo da andare ad incettare un nuovo pubblico interessato. Avendo a disposizione le mail ed i nominativi dei vostri “già clienti” potete inoltre fare delle campagna di nicchia proponendogli degli sconti, o semplicemente aggiornandoli tenendo vivo in loro il ricordo positivo. In particolari occasioni al Ads possono essere usate per generare nuovi lead.

Instagram

Sempre in crescita è un canale da non sottovalutare. Si possono postare varie tipi di foto, da quelle dell’hotel, ai cibi, alle manifestazioni culturali, visite turistiche, luoghi vicini ecc. Vanno postate 2 ogni 3 giorni in modo da dare continuità al canale e raggiungere quante più persone possibile attraverso gli hashtag. Se il lavoro viene effettuato con costanza e le foto sono particolarmente belle, inizierete a beneficiarne al livello di brand image ma anche di conversioni.

Anche in questo caso è possibile fare pubblicità a pagamento tramite l’account di Facebook.

Google adwords

Specialmente a ridosso delle vacanze, o di eventi particolari, le adwords non possono mancare. E’ necessario individuare bene il target e la geolocalizzazione in modo da non alzare troppo il costo della campagna di web marketing. Dovete creare annunci per la rete di ricerca e banner per la rete display.
Occorre avere una landing page dove far atterrare gli utenti e spingerli alla call to action in modo diretto senza passare dal sito. Con l’uso delle landing page le conversioni aumentano anche del 100%.

SEO

Il sito in prima pagina per keywords di livello è importante, ma se il budget non lo consente potete indicizzare il web site anche per long tail keywords. Utilizzando poi il content marketing verrete trovati anche per molte keywords di nicchia impossibili da ottenere con il solo sito internet. Per avere qualche buon link in ingresso fatevi pubblicità su alcune riviste del settore alberghiero italiane, internazionali e locali in modo da aumentare la vostra link reputation e allo stesso tempo promuovere il vostro hotel. La seo per hotel è sicuramente un buono strumento di web marketing per acquisire lead.

Mail Marketing

Di solito gli hotel scrivono solo in prossimità delle vacanze o per eventi particolari. Attraverso il content marketing potete invece inviare una mail per ogni articolo postato, aumentando di riflesso il brand equity, affiliando maggiormente i vostri clienti, tenerli aggiornati sulla vita dell’hotel.

Saranno sicuramente invogliati a farvi visita il prima possibile.

Area registrata

Se avete una area registrata, al suo interno potete sapere perfettamente come si comportano gli utenti, potete pertanto capire meglio il loro comportamento, e creare delle automazioni, come ad esempio l’invio di una mail una volta che viene visitata una pagina particolare.

Tutto questo richiede un certo sforzo economico, ma se volete utilizzare i canali digitali e web per promuovere il vostro hotel, sono tutti step da seguire.

 

SEO per banche e assicurazioni – migliorarsi nelle serp

Secondo le ultime statistiche, più dell’80% degli utenti inizia la propria navigazione con una ricerca organica.

E’ dunque essenziale per banche e assicurazioni essere posizionati correttamente sui motori di ricerca in modo da avere più probabilità di essere scelti tra le molte offerte presenti sul mercato.

La seo per istituti bancari o assicurazioni si differenzia sostanzialmente dalla seo comune per diversi fattori. Una cosa che le accomuna è la semantica costruttiva dell’html, cioè l’uso di titoli h1, sottotitoli, e l’uso corretto della meta description e del meta title.

Le schede prodotto dei prodotti, seo on site.

Le schede tecniche dei prodotti devono essere più complete possibile, ad esempio se parliamo di conto corrente devono essere riportate le caratteristiche, i costi e i relativi vantaggi economici come il canone mensile, le spese per l’imposta di bollo, quali operazioni sono a costo zero e quali sono a pagamento, il canone della carta di debito o di credito, il costo di apertura e di chiusura, la percentuale di interessi, e la sicurezza ecc.

Informazioni esaustive sono per i motori di ricerca un segnale di autorità, inoltre una descrizione dettagliata del prodotto è indispensabile all’utente che si accinge ad acquistare, evita l’abbandono e diminuisce la frequenza di rimbalzo.

Anche le immagini sono importanti, ne dovremmo avere una per il capitolo e diverse per ogni paragrafo con il relativo alt.

L’architettura dei contenuti

In molti casi i prodotti possono essere molti, come quelli assicurativi. Per questo è necessario creare una gerarchia architetturale, che parta da una pagina generica per poi entrare nel merito del prodotto specifico.
In questi casi i contenuti devono essere curati e va prestata molta attenzione a non incappare in penalizzazione da contenuti duplicati.
Capita spesso di vedere prodotti indirizzati a target differenti ma con alcuni paragrafi ripetuti. Ogni frase deve essere diversa da pagina a pagina.
Se la solita pagina si trova in più sezioni del sito per motivi logici e strategici è importante usare l’attributo “canonical” per indirizzare i motori di ricerca verso il contenuto principale da indicizzare, evitando una penalizzazione.

L’analisi delle keywords per i contenuti

Sui siti bancari o assicurativi non c’è molto spazio per l’immaginazione, certe decisioni a livello di parole da inserire sono dettate dai legal, e di conseguenza non si può intervenire modificando keywords, o aggiungendo testo a caso. E’ importante analizzare i competitors delle prime pagine, per capire quali termini hanno utilizzato nei contenuti. Con buona probabilità google riconosce alcuni di essi come assimilabili alla keyword per cui il sito è posizionato. Su queste tematiche si può spaziare molto, ma la sostanza è questa, google come tutti i motori di ricerca che hanno un intelligenza artificiale evoluta, classificano parole, frasi, concetti e pagine per identificare un argomento, quelle che più si avvicinano all’ interpretazione di google salgono nelle serp. Non resta che rielaborare alcune parti del proprio contenuto principale in modo da renderlo più interessante agli occhi dei motori di ricerca, sottoponendolo prima di pubblicarlo ai legali.

Per chi vuole andare ad intercettare long tail keywords molto precise è consigliato aprire una sezione news, o un blog, in modo da utilizzare il content marketing per generare traffico sui singoli intenti di ricerca.

Link building

Grandi istituti bancari o assicurazioni, hanno un grande bacino di link in ingresso molto qualificati e di alto livello, dovuti in gran parte a sponsorizzazioni, e comunicati stampa. Per incrementare la visibilità nelle serp più competitive non resta che puntare sulle digital pr, articoli di prodotto, su riviste online di settore inserendo esclusivamente l’url a fine pagina con link verso il prodotto specifico. Dovrebbero bastarne pochi ma qualificati per ottenere risultati soddisfacenti e duraturi.
Per gli istituti bancari o assicurativi che hanno pochi link in ingresso si dovrebbe procedere al miglioramento della link reputation attraverso pubbliredazionali, articoli su riviste di settore, sponsorizzazioni.

 

Creare un blog di successo attraverso il content marketing.

Se il vostro sito non ha una sezione news, o una sezione preposta al blogging è decisamente consigliato aprire un blog.
Aprire un blog nuovo, con un nuovo dominio, ha come unica controindicazione quella di non avere inizialmente link in ingresso.

Aprire un Blog

Prima di aprire una blog, dovreste fare una analisi dei competitors e capire se altri stanno già  facendo content marketing nel vostro settore e in che modo. Quali argomenti trattano e quali sono i loro punti di forza. Se poi i post dei blog vengono ridondati sui social network, è semplice individuare quali argomenti hanno più successo su un pubblico in target.

Una volta analizzati i competitors, è necessario individuare gli argomenti che volete trattare e suddividerli in categorie. Potete iniziare con un numero limitato di categorie per poi ampliarlo in seguito.

Affinchè gli utenti si affilino al blog è necessario cadenzare le uscite in funzione dell’argomento e del giorno.
Se state parlando di digital marketing, vi organizzerete ad esempio per pubblicare un articolo tutte le mattine del lunedi, mercoledi, venerdi con delle news dal settore. Il pomeriggio potete invece offrire degli articoli informativi o formativi. E’ buona norma nel content marketing non parlare di se, della propria azienda, ma scrivere contenuti di interesse generale (per il vostro target).

Ogni 8 articoli generici, potrete introdurne 2 di brand, cioè promozionali, spiegando che cosa avete fatto di eccezionale.

Tutti gli articoli devono andare a colpire un determinato pubblico, ed è per questo che ognuno di essi deve essere progettato ad hoc ed essere molto molto interessante e competitivo.

Il content marketing in generale impiega diversi mesi prima di trasformarsi in impression. Prima di tutto perché i motori di ricerca hanno bisogno di tempo per capire la continuità del servizio che offrite, in secondo luogo perché non avendo link in ingresso, i vostri post non raggiungeranno quasi sicuramente le prima pagine nelle serp.

In genere dopo circa 6 mesi si iniziano a vedere i primi risultati.
E’ buona norma inizialmente farsi conoscere almeno un pochino, facendo un pò di digital pr per guadagnare traffico e qualche buon link.

Quando gli utenti superano la soglia delle 50 / 100 visite giornaliere, il blog è lanciato e potete iniziare a rivedere il piano editoriale magari introducendo nuove categorie e quindi interessi.

I Social

Insieme alla crescita degli utenti da motore di ricerca se gli articoli vengono utilizzati anche per popolare i social, vedrete un incremento anche su questo fronte. Tramite le insignt di facebook ad esempio inizierete a vedere come si comporta il pubblico. Non è detto che i dati delle google analytics e delle insight di Facebook siano coincidenti. Il vostro pubblico sulla rete di ricerca potrebbe può non essere il medesimo che sui social network. A questo punto dovrete riorganizzare il piano editoriale e le cadenze in funzione dei dati in vostro possesso.

Il fine è quello di ottenere il massimo da tutti i canali, per cui dovrete cercare di leggere correttamente il dato in modo da tradurlo poi in azione.

Un esempio, se sui social network ricevete maggiori like e visualizzazioni per gli articoli sulla seo, dovrete incrementarne il numero, senza sacrificare gli altri settori. Se invece gli articoli sul social media marketing sono poco visualizzati o condivisi, dovreste rivedere gli argomenti trattati. Magari hanno poca presa e devono essere rivisti nella loro architettura o nel merito del contenuto.

La misurazione

La misurazione è fondamentale per capire come evolvere il blog.

Di conseguenza è necessario sempre, tenere sotto controllo tutti gli indicatori a disposizione.
Potete utilizzare anche le heatmap o video comportamentali per approfondire il comportamento degli utenti su alcune pagine, in modo da poter correggere anche eventuali errori di progettazione a livello di architettura o di user experience.

Se su un post avete molti accessi ma una frequenza di rimbalzo molto elevata, attraverso strumenti come Hotjar potrete capire fino a che punto l’utente si è spinto a leggere il contenuto prima dell’abbandono, dove ha cliccato ecc.

Avere sotto controllo il comportamento degli utenti è fondamentale per un blog che vuole crescere in qualità, quantità e visite qualificate.

Facebook ads – come creare pubblicità su Fb in autonomia.

Struttura delle campagne di facebook ads per lead generation.

I tre livelli per creare una campagna di facebook ads sono questi:

  • Campagna
  • Gruppo di inserzioni
  • Inserzione

Campagna

Al livello di campagna si configura l’obbiettivo, che si divide in notorietà, considerazione, conversioni. Sotto la voce considerazione troverete traffico. Cliccandoci creerete la campagna con un suo nome.

Gruppo di inserzioni

Il Pubblico Personalizzato

A questo punto il wizard di facebook ads passa al gruppo di inserzioni dove potrete scegliere il pubblico.
Avete 2 possibilità

  • Crea nuovo
  • Usa pubblico salvato.

Rimaniamo su crea nuovo, a questo punto è possibile creare un nuovo pubblico, poi selezioniamo Crea un pubblico personalizzato che vi consente di accedere a  4 distinte possibilità:

File Cliente: Potrete importare delle liste di utenti, magari prelevate dal vostro db, da linkedin, o da qualsiasi altra fonte. L’importante che ci sia come base dati nome, cognome e mail.
In questo modo farete vedere la vostra pubblicità a quella lista. Lo strumento dà anche la possibilità di interfacciarsi direttamente a MailChimp per prelevare i dati e segmentarli.

Visite sul sito web: il così detto remarketing, dovrete installare un codice javascript sul vostro sito, in modo da creare un pubblico relativo agli utenti che navigano il web site. Il messaggio pubblicitario comparirà in questo caso agli utenti che già vi conoscono. E’ possibile poi impostare un pubblico per pagina in modo da targettizzare gli utenti e fornire per ciascuno la propria pubblicità.

Attività nell’app, e interazioni su facebook per il momento non li teniamo in considerazione. Nel primo caso occorre avere un app di facebook, nel secondo caso occorre avere una pagina facebook già molto performante a livello di interazione con i vostri contenuti.

Il Pubblico Targettizato

Se non volete utilizzare il pubblico personalizzato nella fase inziale, potete andare oltre e scegliere:

  • Luoghi: potete scegliere città, aree geografiche, regioni, nazioni, continenti ecc. In questo modo potrete geolocalizzare il gruppo di inserzioni.
  • Età: è possibile scegliere l’età del target.
  • Il genere: Maschi, Femmine, Entrambi
  • Le lingue: potrete inserire più lingue
  • Targettizzazione dettagliata: Potrete inserire le persone che soddisfano determinati requisiti, dati demografici, interessi, comportamenti. Questa sezione è molto importante per andare a colpire il pubblico che supponiamo sia più interessato alla nostra offerta. Inoltre come su Adwords, è possibile escluderne alcuni, in modo da ridurre la possibilità di click da parte utenti non interessati alla vostra campagna facebook ads.
  • Connessioni: per restringere ulteriormente il campo di visualizzazione dell’annuncio è possibile raggiungere le persone che hanno una connessione con la tua pagina, con la tua applicazione con il tuo evento.

I Posizionamenti

È possibile utilizzare i posizionamenti automatici, oppure scegliere quelli personalizzati con modifica posizionamenti. In generale i posizionamenti automatici di facebook ads funzionano molto bene, ma se avete esigenze particolari o strategie ben precise, è possibile scegliere :

Facebook

  • Sezione Notizie
  • Articoli interattivi
  • Video in-stream
  • Colonna destra

Instagram

  • Feed
  • Stories

Audience Network (molto efficace)
mostra le inserzioni allo stesso pubblico di destinazione su altri siti Web e app mobili aderenti al Network di Facebook.

In Opzioni avanzate potrete ulteriormente targettizzare la campagna con altre funzionalità di inclusione/esclusione

Budget e programmazione

In questa area si può impostare il budget giornaliero, e la durata del gruppo di inserzioni.
Nella sezione avanzata:
si può scegliere se utilizzare la pubblicazione per click, per visualizzazione, a copertura giornaliera:

Per click facebook ads farà vedere le inserzioni alle persone più propense al click.

Per visualizzazione facebook farà vedere le inserzioni più volte possibile.

Per Copertura giornaliera, facebook farà vedere le inserzioni una sola volta al giorno ad utente.

Si può inoltre impostare l’importo dell’offerta, se automatica o manuale: Automatica Facebook ottimizza in autonomia il rapporto click / costo. Manuale, sei tu che devi decidere quanto può valere il costo di un click

Si può scegliere se pagare a click o a numero di visualizzazioni.

Si può scegliere se pubblicare le inserzioni continuativamente oppure gestire la pubblicazione tramite calendario settimanale. (per questa funzionalità bisogna aver impostato il Budget totale invece che giornaliero)

Si può scegliere il tipo di pubblicazione se standard o accelerata.

A questo punto si dà il nome al gruppo, si salva e si passa alle inserzioni.

Inserzioni

È possibile scegliere tra 5 opzioni di inserzione:

Carosello: Crea un inserzioni a più immagini da scorrere orizzontalmente, può contenere anche video
Immagine singole: Si possono creare immagini più testo
Video: è possibile inserire un video
Slideshow: permette di creare un video da un massimo di 10 immagini
Canvas: permette di raccontare una storia unendo video contenuti e immagini

In ogni caso è possibile creare un url di destinazione e aggiungere parametri per il tracciamento tramite analytics o altri strumenti, scegliere il tasto di invito all’azione.

Una volta scelta la soluzione migliore, compilate i campi,  salvare e andare avanti.
A questo punto dopo che facebook ads avrà effettuato i dovuti controlli, la vostra pubblicità inizierà a performare.

Successivamente si potranno aggiungere nuove inserzioni all’interno del gruppo di inserzioni, creare nuove campagne ecc.

 

La seo per hotel e strutture alberghiere.

Piccoli – grandi e medi hotel, per essere ben indicizzati dovrebbero avere un sito internet ben costruito dal punto di vista seo e un organizzazione dei contenuti efficace.

Prima di iniziare dovreste avere bene in mente quali sono le keywords seo o long tail keywords per cui volete scalare le serp. Una volta individuate le keywords il work flow da seguire è questo (può variare a seconda della tipologia di hotel e del settore turistico) :

Organizzazione dei contenuti del sito web

prevede che nella sotto la voce hotel siano almeno presenti i seguenti contenuti:

  • il chi siamo
  • la nostra storia
  • la mission

Tutte le pagine dovrebbero avere una hero image, con Titolo h1 e sottotitolo h2, un contenuto ricco alternato alle immagini. Le immagini devono avere tutte l’alt con la keyword di riferimento. Nel contenuto dovrebbero essere presenti le keywords per cui volete indicizzare la pagina specifica o l’intero sito.
Lunghezza consigliata della singola pagina: non meno di 400 parole.

Un’altra voce di menu importante è la location che richiami alcune sotto pagine come ad esempio:

  • dove siamo
  • come raggiungerci

Anche queste pagine devono essere ben realizzate dal punto di vista della user experience e della seo, integrare se possibile le mappe di google, con contenuti di almeno di 500 parole. La descrizione serve a far individuare ai motori di ricerca la collocazione geografica, e quindi a essere indicizzati per localmente.

Aggiungere poi una voce che contraddistingua cosa si può raggiungere di interessante dall’hotel o dall’albergo chiamata con il nome della località :

  • Milano
  • Roma
  • Venezia
  • Bologna
  • Ecc…

Se l’hotel è presente in più città, mettere una voce di menu superiore o inserire queste  all’interno della sezione location. All’interno di queste sezioni, creare quante più sotto pagine possibile, con la descrizione di luoghi da vedere, monumenti, mostre, shopping, moda, eventi, sport, come muoversi, ecc. ex:
Milano

  • Monumenti e chiese
  • Mostre
  • Shopping
  • Moda
  • Sport
  • Muoversi in bici
  • Muoversi in metro
  • Muoversi in bus

Se il sito non ha un blog questa area può essere usata per il content marketing in modo da indicizzare quante più keywords possibile e dare informazioni utili all’utente.

Non può mancare sezione la  ristorazione:

  • Colazione
  • Pranzo
  • Cena ecc

Descrivere bene ogni singola pagina o paragrafi, mettere in risalto le particolarità del servizio. Le foto in questa sezione hanno un forte impatto emozionale, magari condite con qualche particolarità locale e internazionale.

Le camere

il punto focale del sito.

Devono avere una hero image forte con slide show di almeno 2 / 3 foto successive.
Titolo H1 della camera, Titolo h2 che riassuma in maniera esaustiva e breve di cosa si tratta. Nel sottotitolo h2 si può anche inserire una delle keywords di riferimento.

Il contenuto non deve essere banale, ma molto descrittivo, deve indicare quali sono le caratteristiche della camera, le lenzuola, i cuscini, e tutti i plus disponibili….,  i servizi compresi, come la colazione in camera, la smart tv, aria condizionata, il wifi ecc, cercando di dettagliare ogni singolo particolare.  Un esempio è descrivere la temperatura massima e minima dell’aria condizionata, il numero dei canali del tv, la velocità del wifi, ecc. in modo da dimostrare la qualità del servizio agli utenti, favorire la conversione e fare capire ai motori di ricerca la qualità dei contenuti.

Ogni tipologia di camera deve avere contenuti diversi una dall’altra. Anche quando hanno le stesse cose in comune descriverle in modo diverso in modo da non essere penalizzati per contenuto duplicato.

Le offerte speciali

Se possibile creare delle offerte in base a degli eventi che si ripetono di anno in anno, o relativi a dei periodi particolari. Anche queste devono essere seo compatibili per cui buoni contenuti e informazioni dettagliate.
Quando le offerte scadono non eliminare la pagina, ma fare un redirect 302 su un’altra esistente, in modo da poterla recuperare all’occorrenza.

La Gallery – Instagram

Oramai è fondamentale, da un idea chiara all’utente dell’hotel e le medesime possono essere utilizzate su instagram, social in forte crescita. Alternare foto dei luoghi vicini all’hotel, a quelli delle camere, a quelli di eventi. La programmazione dovrebbe essere ogni 8 foto generiche 2 promozionali.

Le news

Dare informazioni sulle novità che ruotano attorno alla città, alle specialità gastronomiche dell’hotel, mostre, moda, eventi ecc…. Attraverso il content marketing potete migliorare l’indicizzazione per un discreto quantitativo di keywords e interessi.
I post possono essere ridondate sui social come Facebook con la medesima proporzione di prima. In queste due sezioni Gallery e News, si può richiedere la mail per l’invio della newsletter. Sempre più turisti vogliono essere aggiornati sulle novità del luogo di villeggiatura che intendono scegliere.

La link building

Fate pubblicità su riviste di settore turistico attraverso articoli, interviste pubbliredazionali mettendo sempre come link l’url del sito. Acquisite qualche spazio banner per almeno 1 anno su magazine o blog di secondo livello. Fate article marketing e digital pr su blog e magazine free. Utilizzare i guest post.
L’importante è usare come anchor text sempre l’url o oppure il nome del vostro hotel. Dopo 6 mesi dovreste trovarvi ben posizionati per diverse keywords.

Strategie di Marketing Digitale per l’edilizia

Il marketing digitale è la chiave attraverso cui accrescere le potenzialità e la competitività di un business. Qualsiasi genere di impresa o attività ha spazio per crescere sul web, e il comparto dell’edilizia non è da meno. Impostando una strategia coerente e multicanale è dunque possibile avviare il processo virtuoso di crescita digitale. Le tappe da seguire in tal senso sono complesse e per essere certi che l’investimento in Digital Marketing per l’edilizia dia i suoi frutti potrebbe essere d’aiuto la consulenza di una Digital Agency.

Per attuare una strategia digitale efficace è necessario operare su più livelli contemporaneamente:

  • Una piattaforma ad alta capacità di conversione
  • Ottimizzazione SEO, SEO localizzato
  • Pay Per Click
  • Social Media
  • Retargeting
  • Blog

Sito web ad alta capacità di conversione

Per sfruttare appieno le potenzialità del digital marketing, un sito web deve essere in grado di massimizzare le conversione provenienti dall’esterno. Quando il potenziale cliente approda alla piattaforma attraverso un link esterno, deciderà se abbandonare o continuare la navigazione in un lasso di tempo compreso tra 0 e 8 secondi. Per questo la landing page deve risultare accattivante e concentrare in pochissimo spazio le informazioni e i contenuti giusti che indirizzino verso la call to action.

Ottimizzazione SEO e SEO localizzato

Le tecniche SEO permettono una migliore relazione con i motori di ricerca, contribuendo a far emergere un sito web dalla folla di competitor già presente sul web. Attraverso la scelta delle migliori parole chiave e aumentando la permeabilità del sito ai motori di ricerca è possibile migliorare il proprio ranking e venir visitati da un maggior numero di utenti in target.

Pensa globalmente e agisci localmente” recita un celebre motto e naturalmente, l’ottimizzazione SEO in chiave Digital Marketing per l’edilizia non può fare a meno di prendere spunto. Fornire una chiara indicazione agli utenti di dove sia situata l’impresa costituisce un notevole passo avanti. Attraverso le meta tags e i title è possibile aiutare i motori di ricerca come Google e gli utenti ad avere un preciso e sicuro riferimento geografico.

Pay per Click (PPC)

Non solo SEO, anche SEM. Dal momento che le tecniche di ottimizzazione SEO sono diventate accessibili a tutti, per emergere è necessario affinare anche le tecniche di SEM (search engine marketing). I banner pay per click come Google Ads risolvono l’inconveniente, a patto che siano utilizzati in sinergia con gli strumenti di analytics integrati.

Social Media

Immagina, l’impresa edile sta portando a termine un’importante costruzione in una grande città. Un video, che mette in luce le tecniche utilizzate e i risultati raggiunti, viene caricato sul sito aziendale e poi amplificato sui maggiori canali social: Twitter, Facebook e Youtube. Il contenuto caricato sul sito dell’azienda viene ripreso da testate e riviste che si occupano dell’argomento e ogni link rimanda a landing page ben architettate dotate di call to action. Non è una procedura a prova di criticità ma se ben eseguita è in grado di assicurare notevole traffico in entrata.

Retargeting

Il retargeting è un cookie che permette di tracciare un utente appena uscito dal sito. Il cookie indirizzerà degli ads mirati su quel preciso utente in qualunque momento della sua navigazione, in modo da tenere il tuo brand sempre in vista. L’utente è di per sé un consumatore in potenza, spesso indeciso; un piccolo aiutino di memoria può aiutarlo a diventare un consumatore a tutti gli effetti.

Blog

Il blog è un ottimo incubatore per contenuti, pronti per essere condivisi sui Social (e così aumentare il pubblico) e per catturare l’attenzione dei motori di ricerca, attratti dai contenuti di qualità generati dal sito con una certa frequenza (e così migliorare il ranking).

L’imbuto delle vendite digitali

Come è facile intuire, non tutto il traffico in entrata è convertibile in una vendita, ecco perché si utilizza la metafora dell’imbuto per rappresentare l’andamento delle conversione ottenibili con il Digital Marketing per l’edilizia:

  • Target Market. In cima all’imbuto troviamo tutto il traffico in entrata generato dalle strategie precedentemente descritte. Più le strategie e le tecniche sono state applicate con criterio e coerenza, più il traffico ottenuto sarà di qualità (in target) e maggiori saranno quelli che raggiungeranno la fine dell’imbuto, ovvero l’acquisto.
  • Lead. La maggior parte degli utenti in entrata abbandonerà presto la navigazione, tuttavia, si considera che almeno una piccola parte di essi sia tutto sommato interessata all’argomento. A questo punto l’importante è creare delle call to action leggere, ma fortemente personalizzate (magari sotto categorie del comparto edile) per testare l’interesse. La call to action potrebbe essere la sottoscrizione alla mailing list, azione che se eseguita trasformerebbe l’utente in un lead.
  • Opportunità. L’opportunità si colloca un attimo dopo il lead e un attimo prima della vendita vera e propria. Si tratta di spingere i lead ad un’azione concreta, ovvero verso l’opportunità di acquistare un servizio, anche attraverso l’invio di materiale interattivo (ad esempio su come calcolare il preventivo per la ristrutturazione dell’appartamento).
  • Vendita. Contenuti di assoluta qualità e altamente mirati portano con molta facilità all’acquisto, alla conversione finale, che non è necessariamente l’ultima perché potrebbe instaurarsi un rapporto di lunga durata brand-consumatore.

Social Media Marketing per il Turismo : le Metriche

Con l’avvento dei social network gli albergatori hanno finalmente compreso quanto sia importante una strategia di social media marketing per il turismo e sfruttare a pieno il potere dei maggiori canali social, come Facebook e Twitter, per aumentare la visibilità e la reputazione online di un hotel. Oggi i social media, utilizzati dalle aziende in tutto il mondo, sono diventati uno strumento potentissimo per fare branding, advertising o customer relationship management. Essi infatti sono in grado di offrire agli hotel delle straordinarie opportunità per promuovere le loro strutture, ampliare la rete di contatti, interagire e relazionarsi con gli utenti e fidelizzare i clienti già acquisiti.

Come valutare l’efficacia del marketing turistico

L’obiettivo di una Seo agency è quello di individuare e applicare le strategie di social media marketing per hotel più efficaci e idonee per i propri clienti. Molti di essi però non sanno che non è possibile prevedere con esattezza il ritorno sugli investimenti in ambito social, il cosiddetto ROI (Return Of Investment). Proprio per questo motivo esistono delle metriche in grado di verificare lo stato degli obiettivi da raggiungere e dunque valutare l’efficacia della strategia marketing per facebook e twitter, i principali canali social utilizzati dagli hotel. Queste metriche per il marketing turistico vanno utilizzate solo a seconda delle esigenze di ciascun hotel in quanto non tutti hanno gli stessi obiettivi, ci sono alcuni che utilizzano i social network per promuovere la loro reputation, altri per pubblicare promozioni e offerte, etc.

Le metriche per il social media marketing per il turismo

Quali sono dunque le metriche più corrette per misurare le proprie attività alberghiere sui social network e individuare la strategia di social media marketing per hotel più adatta?

  • I fan su Facebook,ovvero prestare attenzione al numero di utenti che diventano fan sulla propria pagina facebook. Una buona audience dipende anche da molti fattori, come l’interazione costante con i propri utenti e la viralità delle pubblicazioni. Degli ottimi strumenti per aumentare il numero di fan sono le Facebook Ads e le newsletter mirate alla propria clientela per invitarli a diventare fan.
  • I follower su Twitter, ovvero i seguaci del profilo Twitter dell’hotel. Per aumentare i propri follower è importante pubblicare contenuti coinvolgenti e interessanti o tweet di lastminute e promozioni speciali. A tal proposito sarebbe anche consigliato di diventare fan di profili correlati al mondo del turismo, di viaggi e destinazioni turistiche da visitare nei dintorni dell’hotel.
  • Il traffico generato dai social sul sito dell’albergo. Le visite ottenute vanno poi analizzate in base alle prenotazioni effettuate dagli utenti, ai lead e alle pagine visitate.
  • Le prenotazioni. Per gli hotel è importante calcolare il numero di prenotazioni generate dai canali social, soprattutto per quelli che usano Promoted Tweet o Facebook ads: strumenti utili per promuovere prodotti, servizi, post, eventi, siti web o app.
  • Le visite alle pagine dell’hotel e la frequenza di rimbalzo degli utenti, che tramite i social accedono al sito. Oggi non è importante solo la quantità delle visite ma anche la qualità delle pagine. Se gli utenti non restano a lungo su una pagina può significare che: gli argomenti sono poco correlati e interessanti, le pagine sono lente nel caricarsi o le landing page sono disorganizzate.
  • I lead, ovvero i contatti degli utenti visitatori del sito, interessati ad un determinato prodotto o servizio, che sono generati grazie all’iscrizione alla newsletter o alla richiesta di disponibilità e informazioni tramite gli appositi contact form o l’invio di e-amil.
  • Tenere sotto controllo il numero di fan e follower. Controllare se il numero degli utenti cresce in modo costante o si arresta dopo un primo periodo positivo. Se si verifica ciò significa che i contenuti sono poco interessanti e virali, di conseguenza viene a mancare l’influenza del “passaparola”.
  • Gli utenti attivi, ovvero coloro che interagiscono e condividono i contenuti social in modo che gli altri utenti possano commentare gli status, cliccare “Mi piace”, esplorare i link proposti e quindi generare interazione, interesse e coinvolgimento. In caso contrario meglio cambiare strategia!
  • Confrontare le attività sui social, ovvero controllare quali sono le attività che suscitano interesse, emozioni e interazione, quelle che invece non generano nessun tipo di effetto e qual è l’ora migliore per pubblicare un contenuto. Insights Facebook e Twitter Analytics sono gli strumenti più adatti per stimolare a pieno l’interazione degli utenti in quanto in grado di monitorare e migliorare le attività e performance sui profili social e il grado di coinvolgimento dei contenuti creati per gli utenti.
  • Reputazione del brand, o meglio com’è la reputazione dell’hotel sui canali social. Oggi è importante tenere sotto controllo le menzioni e le citazioni degli utenti durante una conversazione, e soprattutto se queste esprimono un giudizio positivo o negativo.
  • Interazione tramite il blog. Se l’hotel possiede un blog, i social media possono diventare degli strumenti efficaci per aumentare la visibilità dei post e incoraggiare gli utenti con commenti e risposte. Per questo è importante anche tenere sotto controllo i commenti degli utenti, le visite sul blog, che provengono dai canali social, e gli iscritti al feed del blog.

Le strategie SEO per una SEO Agency

Una Seo agency grazie alle strategie Seo più efficaci è in grado di incrementare notevolmente il business di un’azienda. Una volta prodotto un flusso di traffico costante bisogna riuscire a mantenerlo e migliorarlo nel tempo per conservare quella posizione tanto desiderata. I link al sito e i contenuti di grande valore sono i due elementi fondamentali per un buonposizionamento sui motori di ricerca a cui bisogna aggiungere anche le strategie Seo indispensabili per scalare la classifica e arrivare in cima alla prima pagina di Google e dei maggiori motori di ricerca. Ecco quali sono le 5 strategie Seo fondamentali per promuovere il proprio business online:

1. Trovare un influencer. L’influencer marketing, o Digital PR, è una persona esperta in Digital Marketing e nella creazione di contenuti per i siti web, che si occupa di ascoltare la gente online e di condividere i post sul proprio blog. È un utente che riesce a dare un’enorme visibilità ad un post, un sito, un servizio, un prodotto, un video o una foto grazie alla fiducia dei suoi migliaia di seguaci sparsi sui vari social network.

2. Sviluppare una strategia di content marketing. Ogni sito web dovrebbe adottare una strategia di contenuti focalizzati intorno alle keywords. Blog, video, webinar e white paper sono anch’essi contenuti e rappresentano una buona ragione per collegarsi ad un sito. Ciò significa possedere autorità di dominio, che a sua volta vuol dire migliorare la classifica per i propri contenuti. Mantenere costante la creazione di contenuti di qualità significa dimostrare a Google che il proprio sito web è attivo. Questi segnali sono naturalmente positivi in quanto favoriscono un migliore posizionamento del sito in generale.

3. Trasferire il proprio sito web su HTTPS. Google sta spingendo in alto i siti web con le pagine in HTTPS in quanto più sicuri e protetti mentre sta penalizzando quelli con pagine con protocollo HTTP, che trasmettono in chiaro le informazioni degli utenti, risultando poco affidabili agli occhi dello stesso Google. Ciò significa che una pagina web in formato HTTPS verrà indicizzata prima nei ranking di ricerca rispetto ad una in formato HTTP.

4. Un sito web mobile. Oggi qualsiasi sito web ha bisogno di avere una versione mobile. Se un sito non adotta un approccio responsive design, non dispone di un sottodominio per cellulari o di una pubblicazione dinamica, dovrebbe almeno applicare le regole Seo alle sue applicazioni in quanto Google classifica in alto i siti web con app ben posizionate.

5. Costruire backlinks efficaci. Creare backlinks di qualità è il modo migliore per aumentare il traffico sul proprio sito web perché rientra tra i fattori che i motori di ricerca prendono in considerazione per la SERP. Anche l’anchor text è un fattore rilevante che influenza il posizionamento delle pagine di un sito in quanto fornisce indicazioni utili sull’argomento della pagina di destinazione nei motori di ricerca.

Una Seo agency dev’essere in grado di offrire le strategie Seo più efficaci per il corretto posizionamento del sito web di un’azienda, aumentando notorietà e business in maniera costante e duratura nel tempo, non solo su pc ma anche sui dispositivi digitali più moderni: tablet e smartphone.

Cos’è la User Experience Design

Nonostante sia un’espressione sempre più ricorrente, non è così semplice dare la giusta definizione di User Experience Design (UXD). L’espressione viene confusa con termini come interfaccia, marketing, web design e customer satisfaction, e anche secondo le parole di Don Norman, ex-capo della sezione di Tecnologie Avanzate della Apple e coniatore dell’espressione User Experience Design, qualcosa sembra essere sfuggito di mano: “Da quando ho inventato il termine, si è diffuso così tanto che ha cominciato a perdere di significato. Spesso le persone si riferiscono alla UXD senza avere idea di cosa significhi o della storia che c’è dietro.”

In realtà, i dubbi possono essere facilmente dissipati con una prima definizione: la UXD è definita come l’esperienza attesa di un utente alle prese con un sistema interattivo formato da una pluralità di elementi. E più precisamente, per esaltare il livello di ricerche e studi che danno forza alla disciplina, come l’insieme di tecniche e metodi per produrre determinate reazioni negli utenti, cercando di far coincidere la loro soddisfazione con gli obiettivi aziendali. Naturalmente, la User Experience Design non può prescindere da una mentalità votata alla progettazione utente-centrica e dall’essere influenzata dal contesto di riferimento.

User Experience Design e contesto

Per meglio comprendere l’UXD non si possono tralasciare i fattori contestuali che la caratterizzano. Ovvero quegli aspetti che non sono immutabili e validi per tutti i progetti, ma che cambiano a seconda del contesto di riferimento. Il risultato di ogni progetto dovrebbe essere unico come il suo contesto, ed è questa la sfida che più interessa i professionisti della User Experience. Basti pensare agli obiettivi del sito web, implicitamente soggetti alla strategia aziendale. Contestuali sono anche le tecnologie e le risorse di cui si dispone che, anche nel caso siano limitate, possono portare i progettisti a massimizzarle nel segno della chiarezza e della semplicità.

Sempre legato al contesto, gioca un ruolo avvincente e determinante il fattore culturale. L’aspetto culturale della User Experience Design è direttamente legato alle credenze e alle aspettative condivise all’interno di un target culturale, e che inevitabilmente influenzano l’esperienza di un sistema interattivo. Proprio per via del retroterra culturale che contraddistingue ogni singolo utente, i professionisti della User Experience Design non disdegnano il contributo dell’Etnografia per studiare il comportamento delle persone mentre utilizzano un interfaccia in ambiente non protetto, ovvero nelle modalità di tutti giorni.
Da notare la preparazione trasversale che contraddistingue gli esperti di UXD: non bastano competenze nel campo del visual design o collegate allo sviluppo di software, ma per intercettare con precisione scientifica i bisogni e le aspettative dell’utenza ricorrono a studi di psicologia, etnologia, marketing.

UXD, progettazione utente-centrica e feedback

Altro aspetto dominante all’interno del discorso sulla UXD è il concetto di co-evoluzione del progetto con i suoi utenti. Senza una progettazione che tenga conto dei feedback, dei giudizi e delle interpretazioni delle persone, e che continuamente li integri e li assorba nel processo, non ha senso parlare di User Experience Design.
Tuttavia, essendo la co-evoluzione uno degli elementi cardine del concetto, è anche uno dei fattori di più difficile applicazione. Non basta ascoltare il parere degli utenti, ma serve una mentalità acuta che sappia accoglierli e trasformare i progetti sulla base dei feedback.

I maggiori ostacoli si incontrano in alcuni modelli di business legati ad una concezione industriale e gerarchica, e dove la progettazione è ancora di tipo top-bottom. Eppure, qualcosa sta cambiando e molte aziende sono ormai coordinate da un management aperto e incline a considerare gli utenti non solo come utilizzatori finali, ma come protagonisti nella progettazione e sviluppo di beni, servizi e piattaforme web.

Scambio, apertura e simbiosi sono le parole d’ordine di un nuovo mondo del lavoro iper-connesso e ramificato, dove si emerge per meriti di qualità dimostrabili dati alla mano. I progetti caratterizzati da una rapporto simbiotico con l’utenza vanno proprio nella direzione del merito e, garantendo una User Experience di altissimo livello, vedono ripagati i loro sforzi in termini di conversione (CRO), profitto e vantaggio sulla concorrenza.

Si auspica dunque una vera presa di coscienza riguardo la progettazione secondo User Experience, non solo in termini concettuali e spesso abusati, ma nella concreta applicazione di pratiche e metodi volti a dare un ruolo di primo piano agli utenti in tutte le fasi di progettazione. Il futuro è nella User Experience Design, alle menti aperte e illuminate la possibilità di coglierne le infinite potenzialità.

responsive design e web design

Il web responsive design non è una nuova disciplina anche se molte agenzie hanno da poco iniziato a sviluppare in questa ottica. Inizialmente fra le buone regole di progettazione era molto in voga il mobile first come se questo fosse l’elemento di base per la costruzione di buone interfacce. Con l’ avanzamento delle tecniche e la richiesta da parte del marketing di una maggiore user experience per incrementare conversioni e fidelizzazione il mobile first ha perso di forza tanto che oggi non ne parliamo quasi più. La progettazione per smarthphone desktop e tablet deve essere più omogenea, non e più possibile creare interfacce scarne per ottimizzare il mobile. Inoltre con l accrescimento della banda e della potenza dei device mobili è possibile creare nuove esperienze digitali tenendo conto contemporaneamente di tutte le visualizzazioni senza compromettere la creatività.

Web marketing e responsive design.

Dal momento che flash non e più utilizzabile le animazioni per intrattenere l utente si sono spostate sull html 5 inizialmente con qualche fatica oggi con risultati notevoli a livello di richiamo alla call to action e quindi roi. I device mobili hanno cambiato totalmente il modo di comunicare e attrarre l’utente al punto che lo stesso google ha dedicato un tool per misurare apparentemente la velocita di un sito ma anche per iniziare a capire come misurare la user experience su device mobili. questo la dice lunga sulle prospettive confermate anche dalle previsioni statistiche sull importanza di riorganizzare le strategie di marketing a questo modo di interagire e navigare.

L’ image hero su mobile e meno performante mentre sono molto più visibili gli oggetti che una volta ridimensionati perché parzialmente fluidi riescono a coprire l’intera superfice dello schermo. Un tempo una pagina perchè fosse fruibile doveva stare all’interno dell’ area visibile dello schermo, oggi le abitudini sono cambiate al punto che in certi casi i one page site sono piu performanti delle datate landing page: lo scroll è una abitudine.

Conclusione

Il web design si è evoluto tanto che al centro del progettista c’è esclusivamente la user experience design. Nuove geometrie, aree di contenuti da rimodellare a seconda della risoluzione hanno cambiato la faccia ai brand online rendendoli architetture da plasmare per farsi riconoscere, apprezzare creare esperienze uniche e coinvolgenti con il fine ultimo di incrementare le conversioni o la notorietà.

Social media marketing per hotel

I segreti del Social Media Marketing per Hotel

Le agenzie di viaggio hanno perso notevole influenza nell’orientare i flussi turistici; oggi il turista sceglie la propria meta direttamente sui Social Network, su Trivago, TripAdvisor, Expedia, su blog e forum. Per questo il Social Media Marketing per Hotel rappresenta un’opportunità da non perdere per gli albergatori che vogliono sviluppare la propria visibilità online. Ma come migliorare l’appetibilità di una struttura ricettiva sul web? Ecco alcune linee guida da seguire per aumentare le prenotazioni.

Social Media Marketing come investimento

Il Social Media Marketing per hotel non è un hobby, ma dovrebbe diventare un’importante voce del bilancio tanto quanto la pulizia delle camere. Una soluzione è affidare il proprio sviluppo digitale ai professionisti di una Web Agency, oppure, se già provvisti di un’adeguata piattaforma web, individuare (anche all’interno del proprio staff) una persona con buone conoscenze nel campo del Social Media Management. Una cosa è certa: per sfruttare appieno le potenzialità del Web serve impegno costante.

L’importanza di avere un blog

Lo sviluppo e la cura di un blog si traduce in una preziosa fonte di contenuti da condividere sui Social, oltre ad una fonte d’informazione per i turisti riguardante gli eventi e le attrazioni che orbitano intorno all’hotel.

Curare la propria reputazione online

Dal momento che i turisti frequentano i siti di recensioni per orientarsi nelle scelte, è importante sviluppare e tenere aggiornato il profilo dell’hotel su TripAdvisor e piattaforme simili. Rispondere tempestivamente ai commenti e alle recensioni (senza mai attaccare il cliente) è un segno tangibile della propria affidabilità.

Coinvolgimento

I clienti stessi possono diventare protagonisti della crescita online di una struttura alberghiera. Chieder loro di postare le foto del soggiorno (magari premiando la migliore del mese con un week-end gratis), invitarli a mettere mi piace alla pagina Facebook e organizzare piccoli giochi e contest sono tutte tecniche in grado di coinvolgere gli utenti e aumentare l’attenzione intorno alla struttura ricettiva. Anche in questo caso, saper dosare originalità, contenuti e creatività può fare la differenza.

Interazione

Il Social Media Marketing per Hotel passa anche attraverso il tasto @ su Twitter e Facebook. In questo modo si può incrementare la propria sfera d’influenza interagendo direttamente con le pagine delle aziende, delle attrazioni o dell’ente turismo che operano intorno alla località di riferimento. Il passaggio è semplice: se un turista ha intenzione di visitare Milano e pone una domanda sulla pagina “Turismo Milano”, l’albergo può rispondere congratulandosi della scelta, e poi proporre delle attrazioni con un link al proprio blog.

Con o senza l’aiuto di una Web Agency, il Social Media Marketing per alberghi è un aspetto che non può essere trascurato se si vuole emergere rispetto alla nutrita concorrenza del settore.

I segreti della SEO: di cosa si tratta e come funziona – Le regole

I segreti della SEO: di cosa si tratta e come funziona

Non esistono bacchette magiche per migliorare l’ottimizzazione sui motori di ricerca di un sito web (SEO). Anche se raggiungere le prime posizioni della SERP (la pagina dei risultati generata da una ricerca) si traduce in un enorme vantaggio di visibilità, gli sforzi da mettere in campo sono notevoli e interessano più fronti. Ma ottenere un buon posizionamento è più che una possibilità, specialmente grazie alla consulenza di una SEO Agency. Innanzitutto è bene fare una precisazione: SEO si riferisce al posizionamento organico, non a pagamento, sui motori di ricerca e va perciò distinto dal SEM, che riguarda invece i risultati a pagamento come i Google Ads. Le due tecniche non si escludono a vicenda ma senza una strategia SEO di fondo, l’accelerazione dovuta agli Ads si esaurirà in un lampo.

Sono lontani i tempi in cui una buona strategia SEO (Search Engine Optimization) si limitava alla gestione delle giuste parole chiave, tra l’altro spesso abusate nell’utilizzo. Ora che Google e gli altri motori di ricerca utilizzano sofisticatissimi algoritmi per generare le SERP, le carte in tavola sono cambiate e per ottimizzare il posizionamento di un sito c’è bisogno di metodologie efficaci e, soprattutto, cristalline. Gli algoritmi scovano di continuo tecniche SEO illegali che, se pur in grado di dare un forte impulso iniziale, una volta scoperte vengono pesantemente penalizzate, con il rischio di vedere un sito scomparire dalla prima pagina dei risultati.

Le regole della SEO

Per una strategia SEO duratura e di successo è necessario operare su tre fronti contemporaneamente:

  1. Contenuti e Keywords. Grazie alla consulenza di un Consulente seo è possibile individuare una Keyword Map su misura del business, capace di attirare il giusto traffico. I contenuti giocano a loro volta un ruolo di rilievo perché, se di valore, attirano traffico e vengono premiati dagli algoritmi dei motori di ricerca.
  2. SEO on-page. Le tecniche SEO-on page puntano all’architettura di un sito e hanno lo scopo di rendere una piattaforma pienamente accessibile e riconoscibile ai server di Google. Si opera dunque sulla sitemap, sui permalink, sui marcatori tag-title e sulla velocità di caricamento delle pagine del sito. Non ultimo l’uso del protocollo https.
  3. SEO off-page. Si tratta di migliorare il posizionamento di un sito attraverso il link building. Quanto più il sito ottiene link inbound da siti terzi (naturalmente attinenti e autorevoli) tanto più acquisirà punti per il posizionamento sui motori di ricerca. Per fare questo potete usare banner su siti in target con l’alt appropriato, press release, article marketing e qualche buona directory.

Perché i brand devono essere presenti sui Social Network

Giorno dopo giorno i Social Network aumentano la loro capacità di creare legami fra brand e consumatori. La diffusione dei dispositivi mobile rappresenta un ulteriore potenziale di crescita per i marchi che si fanno trovare pronti al dialogo e alla comunicazione con gli utenti. E la comunicazione passa soprattutto attraverso i Social Network, ampiamente frequentati in fase di scelta d’acquisto, e non solo da giovani utenti (i maggiori utilizzatori rientrano nella fascia di età 20-55).

Non è facile valutare con efficacia il ROI (return of investment) degli investimenti aziendali in termini di Social Media Marketing. Tuttavia, anche se non è possibile stabilire una correlazione diretta fra presenza sui Social e aumento delle vendite, una buona campagna di Social Media Merketing è in grado di generare dei frutti cospicui. Lo scopo per un’azienda è duplice: imprimere il proprio brand nella mente degli utenti/consumatori, e calibrare la strategia e gli obiettivi di comunicazione in accordo alle esigenze degli utenti stessi. Ma i vantaggi della presenza sui Social Network non finiscono qui, e aprono la strada a diverse possibilità:

  • Pubblicizzazione di prodotti e promozioni
  • Assistenza clienti
  • Fidelizzazione
  • Aumento del traffico vero il sito web aziendale

Fidelizzare i clienti attraverso l’engagement

L’azienda presente sui Social Network ha tutti i vantaggi e gli strumenti a disposizione per intraprendere dellecomunicazioni dirette con i propri clienti. Rispondere tempestivamente alle domande che gli utenti pongono di continuo sulle pagine aziendali può tradursi in un nuovo acquisto o in un contatto da aggiungere alla mailing list. Il coinvolgimento del clienti (engagement) passa soprattutto attraverso la condivisione di contenuti brillanti ed efficaci che sappiano intercettare aspettative e bisogni dell’utenza. Ma quali contenuti condividere?

Strategia per la comunicazione sui Social Network

La domanda precedente introduce un aspetto prezioso per una presenza quanto più produttiva sui Social Network. Il profilo aziendale, a differenza di quello personale, non deve operare in modo casuale, ma dovrebbe offire al poprio pubblico contenuti testuali e multimediali inerenti al core business aziendale. La comunicazione deve essere dunque permeata dalla vision e dalla mission che contraddistinguono il brand, per essere sempre riconoscibile come affidabile e unico dai consumatori. Parafrasando un celebre detto di Sun Tzu, conosci te stesso e conoscerai i tuoi clienti.

Social Media Marketing e Comunicazione Aziendale

Fondamentale nella comunicazione aziendale é oggi il social media Marketing in cui la relazione tra produttore e consumatore diventa diretta. L’approccio al marchio è oggi molto diverso rispetto al passato, in quanto i mass media tradizionali quali tv, radio e riviste, oggi sono solo una parte della trasmissione delle informazioni ai consumatori. Spesso il potenziale acquirente conosce un’azienda tramite i social network, grazie alla condivisione online di contenuti che può diventare facilmente virale.
Il web è diventato oggi una enorme piazza virtuale in cui é possibile trovare qualsiasi cosa e quindi interessante opportunità per i brand che vogliono emergere; tuttavia occorrono tecniche precise per la promozione di un marchio su internet. I social media sono per l’azienda un’interessante luogo in cui condurre campagne e ricerche di marketing e interagire con le persone valutando le loro opinioni. Il rapporto diretto di “botta e risposta” che viene a crearsi grazie ai media sociali permette di creare un prezioso contatto con i clienti, interragendo con loro secondo i dettami della comunicazione a tu per tu.
Condurre un’adeguata campagna di social media marketing è un investimento che richiede un notevole investimento di tempo ma che una volta capite le dinamiche dei social network, darà i propri frutti con costi ridottissimi. Diverse aziende stanno includendo al loro interno un team specializzato in comunicazione tra cui blogger che si dedicano esclusivamente al social media marketing.
Investire nel social media marketing permette alle aziende di sviluppare con il consumatore una comunicazione nuova e paritaria e non più come in passato tramite monologhi fini a se stessi.
Elemento di base di questo tipo dio comunicazione è la partecipazione di cui i social media si nutrono tramite i feedback dei follower e tramite l’elaborazione di contributi accattivanti con l’obiettivo di farli cliccare e condividere dai propri fans.
I Contenuti di qualità ma creati in maniera informale,permettono di creare una dimensione intima e colloquiale, quindi di fiducia, con i follower; proprio i contenuti sono un elemento importante e fondamentale per la scalata verso il successo: essi generano fiducia e la partecipazione dei fans.
La Precisione nella trasmissione dell’informazione è un altro elemento imprescindibile, da questo dipende il successo della campagna. Una comunicazione confusa e caotica distoglie il proprio interlocutore dal messaggio che si vuole trasmettere. A questo proposito vale la regola del “poco e chiaro” tipico della comunicazione sintetica e telegrafica.
Una comunicazione semplice, diretta e senza fronzoli dev’essere la base di una campagna di social media marketing: termini astrusi e troppo colti annoiano gli utenti.
Creare una community attorno a un topic aiuta a divulgare la campagna in maniera naturle tramite il bocca a bocca.

I Social Media possono essere un tassello fondamentale per creare e incrementare qualsiasi brand, senza di essa l’azienda é relegata a una comunicazione vecchia e obsoleta.
La comunicazione dinamica può essere utilizzata anche all’interno dell’azienda, modificando anche la comunicazione aziendale in funzione di una linea semplice e dinamica tra le parti.
Un’adeguata campagna di marketing sociale per l’azienda deve essere articolata in 5 punti fondamentali:
Definizione degli obiettivi da raggiungere
Step e argomenti da trattare per raggiungere l’obiettivo
Partecipazione informale
Identificazione del target di riferimento tramite l’analisi dei follower
Incrementare i follower e tenere in considerazione quelli già acquisiti