Cos’è la User Experience Design

Nonostante sia un’espressione sempre più ricorrente, non è così semplice dare la giusta definizione di User Experience Design (UXD). L’espressione viene confusa con termini come interfaccia, marketing, web design e customer satisfaction, e anche secondo le parole di Don Norman, ex-capo della sezione di Tecnologie Avanzate della Apple e coniatore dell’espressione User Experience Design, qualcosa sembra essere sfuggito di mano: “Da quando ho inventato il termine, si è diffuso così tanto che ha cominciato a perdere di significato. Spesso le persone si riferiscono alla UXD senza avere idea di cosa significhi o della storia che c’è dietro.”

In realtà, i dubbi possono essere facilmente dissipati con una prima definizione: la UXD è definita come l’esperienza attesa di un utente alle prese con un sistema interattivo formato da una pluralità di elementi. E più precisamente, per esaltare il livello di ricerche e studi che danno forza alla disciplina, come l’insieme di tecniche e metodi per produrre determinate reazioni negli utenti, cercando di far coincidere la loro soddisfazione con gli obiettivi aziendali. Naturalmente, la User Experience Design non può prescindere da una mentalità votata alla progettazione utente-centrica e dall’essere influenzata dal contesto di riferimento.

User Experience Design e contesto

Per meglio comprendere l’UXD non si possono tralasciare i fattori contestuali che la caratterizzano. Ovvero quegli aspetti che non sono immutabili e validi per tutti i progetti, ma che cambiano a seconda del contesto di riferimento. Il risultato di ogni progetto dovrebbe essere unico come il suo contesto, ed è questa la sfida che più interessa i professionisti della User Experience. Basti pensare agli obiettivi del sito web, implicitamente soggetti alla strategia aziendale. Contestuali sono anche le tecnologie e le risorse di cui si dispone che, anche nel caso siano limitate, possono portare i progettisti a massimizzarle nel segno della chiarezza e della semplicità.

Sempre legato al contesto, gioca un ruolo avvincente e determinante il fattore culturale. L’aspetto culturale della User Experience Design è direttamente legato alle credenze e alle aspettative condivise all’interno di un target culturale, e che inevitabilmente influenzano l’esperienza di un sistema interattivo. Proprio per via del retroterra culturale che contraddistingue ogni singolo utente, i professionisti della User Experience Design non disdegnano il contributo dell’Etnografia per studiare il comportamento delle persone mentre utilizzano un interfaccia in ambiente non protetto, ovvero nelle modalità di tutti giorni.
Da notare la preparazione trasversale che contraddistingue gli esperti di UXD: non bastano competenze nel campo del visual design o collegate allo sviluppo di software, ma per intercettare con precisione scientifica i bisogni e le aspettative dell’utenza ricorrono a studi di psicologia, etnologia, marketing.

UXD, progettazione utente-centrica e feedback

Altro aspetto dominante all’interno del discorso sulla UXD è il concetto di co-evoluzione del progetto con i suoi utenti. Senza una progettazione che tenga conto dei feedback, dei giudizi e delle interpretazioni delle persone, e che continuamente li integri e li assorba nel processo, non ha senso parlare di User Experience Design.
Tuttavia, essendo la co-evoluzione uno degli elementi cardine del concetto, è anche uno dei fattori di più difficile applicazione. Non basta ascoltare il parere degli utenti, ma serve una mentalità acuta che sappia accoglierli e trasformare i progetti sulla base dei feedback.

I maggiori ostacoli si incontrano in alcuni modelli di business legati ad una concezione industriale e gerarchica, e dove la progettazione è ancora di tipo top-bottom. Eppure, qualcosa sta cambiando e molte aziende sono ormai coordinate da un management aperto e incline a considerare gli utenti non solo come utilizzatori finali, ma come protagonisti nella progettazione e sviluppo di beni, servizi e piattaforme web.

Scambio, apertura e simbiosi sono le parole d’ordine di un nuovo mondo del lavoro iper-connesso e ramificato, dove si emerge per meriti di qualità dimostrabili dati alla mano. I progetti caratterizzati da una rapporto simbiotico con l’utenza vanno proprio nella direzione del merito e, garantendo una User Experience di altissimo livello, vedono ripagati i loro sforzi in termini di conversione (CRO), profitto e vantaggio sulla concorrenza.

Si auspica dunque una vera presa di coscienza riguardo la progettazione secondo User Experience, non solo in termini concettuali e spesso abusati, ma nella concreta applicazione di pratiche e metodi volti a dare un ruolo di primo piano agli utenti in tutte le fasi di progettazione. Il futuro è nella User Experience Design, alle menti aperte e illuminate la possibilità di coglierne le infinite potenzialità.

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